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Il Pensiero Computazionale

Il Pensiero Computazionale nasce formalmente nel 2006 quando Jeannette Wing, all'epoca docente di scienza dell'informazione presso l’Università Carnegie Mellon di Pittsburgh, pubblica un articolo dal titolo "Computational Thinking" raccogliendo le idee che circolavano in quel periodo negli ambienti accademici. 

 Nel suo articolo sostiene che il pensiero computazionale sara' una competenza fondamentale del ventunesimo secolo, così come lo è stata la lettura, la scrittura e l’aritmetica. L’informatica ed i computer favoriranno la diffusione del pensiero computazionale. Dunque il pensiero computazionale non va confuso con l'informatica e l'uso del computer. E' interessante la definizione di pensiero computazionale che fornisce l'ISTE (International Society for Technology in Education). 

- Il pensiero computazionale è un processo di problem-solving che include (ma non è limitato a) le seguenti caratteristiche:
formulare problemi in una forma che ci permetta di usare un computer ed altri strumenti per risolverli; organizzare logicamente e analizzare dati; rappresentare i dati tramite astrazioni, modelli e simulazioni; automatizzare la risoluzione dei problemi tramite il pensiero algoritmico (una serie passi ordinati);
Queste abilità sono supportate e rafforzate da una serie di predisposizioni o atteggiamenti che sono dimensioni essenziali del pensiero computazionale. Queste disposizioni o atteggiamenti sono: Capacità di gestione della complessità; Perseveranza nell’affrontare problemi difficili; Saper lavorare in gruppo per raggiungere scopi e soluzioni comuni;
Dunque il computer e la codifica sono strumenti fondamentali per l'educazione al pensiero computazionale, ma non sono il pensiero computazionale. Alle predisposizioni individuate dalla definizione dell'ISTE sarebbe opportuno aggiungere la resilienza, ossia la "capacita' di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici". L'educazione al pensiero computazionale richiede pertanto competenze multidisciplinari. L'obiettivo dell'educazione al pensiero computazionale, non e' quello di creare esperti in ambito scientifico e tecnologico, ma di dar vita ad una generazione di persone, adulti nei prossimi decenni, che siano adattabili, flessibili e risolutori di problemi a prescindere dal fatto se saranno ideatori, sviluppatori di sistemi hardware e software o semplicemente utilizzatori di tecnologia, perche' questo e' quello che verra' richiesto loro quando si troveranno a vivere scenari di veloci cambiamento dovuti ai ritmi sostenuti di progresso tecnologico. 
Per essere pronti ad affrontare il futuro i bambini di oggi hanno bisogno di competenze quali, problem solving, disponibilita' alla collaborazione, creativita', comunicazione, pensiero critico, ed informatica.

 

           20 Settembre 2015                                                                                                                                    Mauro D'Angelo